“Non venga mai meno il principio di umanità come cardine del nostro agire quotidiano”

Domenica delle Palme, 13 aprile, Sumy nel nord est dell’Ucraina, due missili russi cadono sui fedeli: 13 morti.
Lunedì dell’Angelo, 21 aprile, muore Papa Francesco. Senza fiato. Sempre la morte che imperversa. Nel tempo di Pasqua.
L’ultimo discorso del Papa, letto ieri, il giorno di Pasqua, da monsignor Ravelli, dopo aver invocato per l’ennesima volta, la pace e la fine delle guerre che affliggono il mondo, dice chiaramente “non venga mai meno il principio di umanità come cardine del nostro agire quotidiano”. Solo questo, il Papa si appella al principio base, universale, immediatamente comprensibile ad ogni uomo, dentro ogni situazione storica e culturale specifica, il principio di umanità. Venuto meno questo principio, non possiamo più dirci umani. Il principio di umanità, di cui più volte siamo stati testimoni, calpestato e deriso. Al suo posto è stato eretto un nuovo principio, con arroganza e prepotenza, il principio della forza, della violenza e della crudeltà, un principio di disumanità.
Contro questa deriva il Papa si è sempre opposto, ha sempre alzato la voce. Lo ha fatto anche il giorno prima di morire, come ultimo suo testamento spirituale per tutte le persone, popoli e comunità, mettendo il principio di umanità davanti ad ogni comportamento, davanti ad ogni politica, davanti ad ogni interesse. Ci sentiamo più soli. Ci sentiamo in mano a potenti che la domenica delle Palme colpiscono i civili durante le celebrazioni; in mano a potenti che deridono i più deboli, che stabiliscono un nuovo ordine mondiale ad uso dei più forti e dei privilegiati. Che costruiscono fortezze di privilegi sul sangue e sulla sofferenza di interi popoli. Ci sentiamo soli.
Con fiducia, mercoledì 4 dicembre 2024, abbiamo avuto l’immenso privilegio di portare al Papa Francesco, in udienza in Vaticano, i nostri simboli della sua cara “martoriata ucraina”, raccolti camminando tra le macerie del conflitto e le sofferenze delle persone che abbiamo incontrato lungo tre anni di missioni umanitarie: una cassa delle munizioni russe, trasformata in fioriera, simbolo di rinascita dalla morte e un libro “volti e voci e della resistenza ucraina”, che raccoglie le testimonianze e i racconti delle persone incontrate durante questi anni. “Padre, benedica per favore le missioni umanitarie e la martoriata Ucraina”, e lui a bruciapelo, quasi con ansia, “andiamo avanti!”. Questo ci risuona la domenica delle Palme, la domenica di Pasqua e oggi soprattutto: “Andiamo avanti”, detto con ansia, sforzo e impeto. Difronte alla volontà di morte e al principio di disumanità, opponiamo l’andare avanti, il principio di umanità come cardine del nostro agire, davanti a tutto. Mai chiudere gli occhi. Mai tacere. Andiamo avanti insieme, tu guardaci, ispiraci e accompagnaci. Rendici coraggiosi, mantieni la tua benedizione come ieri e come quando ci siamo incontrati. Ci incontreremo ancora. Grazie, Papa Francesco.


Lascia un commento