Zaporizhzhia e Kherson

A febbraio, siamo tornati a Kherson e siamo stati per la prima volta a Zaporizhzhia e Odessa

Tanto, tantissimo da raccontare. Siamo nel seminario dello Spirito Santo a Lviv: da tre anni, per noi punto di riferimento e guida col suo rettore Ihor Boyko. Insieme a lui ancora una volta il viaggio tra la gente sofferente ma resistente in città e villaggi a ridosso del fronte. In ascolto. In dialogo. In presenza. La guerra è straniante. Toglie filtri. Rimuove certezze, le sostituisce con passo rapido. Costringe a pensare velocemente, a camminare svelti, a guidare come in una corsa. Quando concede una sosta, anche per pochi minuti, il dono della verità si apre tra mani da stringere, nelle mani strette, negli abbracci reiterati, negli occhi che chiedono amicizia, nelle parole che incarnano l’ultima speranza. “Non siamo soli, se voi siete qui con noi”: teoria e pratica spirituale. Grazie a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, donne e uomini incontrati in questa missione umanitaria e di pace. Grazie a padre Ihor Boyko: un grazie grande come l’Ucraina, grande come il bellissimo lago ghiacciato su cui abbiamo camminato insieme, grande come l’amicizia che ci fa cantare uniti nell’esserci qui e ora. Hic et nunc: presenza, sguardo, ascolto, testimonianza. Grazie ai vescovi Maxim Ryabuha, Mykhaylo Bubny, a suor Lukia Murashko, a suor Elisabetta e al gatto Simba. Grazie ai sacerdoti greco cattolici che ci hanno affidato il loro impegno, le storie di terre occupate col terrore dall’esercito russo, di violenze da condannare. Grazie ai monaci basiliani di Kherson: a padre Ignatsyi, a padre Agostino, al diacono Pacomio, alla loro disponibilità e al loro coraggioso servizio. Grazie alle persone incontrate, alle comunità vestite a festa attendendo il nostro arrivo. Grazie a chi viaggia con noi, seguendo a distanza la missione umanitaria, condividendo le nostre emozioni, pregando come fatto mercoledì da tanti sostenitori insieme al nostro cardinale Oscar Cantoni, con don Gigi Zuffellato e don Giusto Della Valle. Grazie alla nostra diocesi di Como, grazie alla fondamentale Caritas diocesana di Como che da tre anni ci sostiene, ci ascolta e ci stimola. Grazie alle famiglie di ogni volontariato, agli amici, a ogni benefattore, a ogni scuola, alle associazioni, ai Comuni e alle aziende che convintamente e generosamente credono in un mondo libero dove camminare lungo Frontiere di Pace.

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